
E’ vero che l’edilizia è oggi un settore importante per l’economia di
Boville, ma è vero pure che mantenere questa importanza è contrastante con il difendere il suo territorio. SI può certo costruire meglio, ma ad un certo punto ci si deve comunque fermare perché il territorio non è infinito, e anche un imbecille può constatare che in alcuni punti si sta arrivando ad una vera e propria “saturazione” degli spazi delle campagne. L’edilizia deve essere costretta ad iniziare a lavorare sulla riqualificazio
ne dell’esistente o non ci sarà futuro per le prossime generazioni, visto che le materie prime che ci danno i beni di prima necessità (grano, olio, acqua, …) non nascono sull’asfalto o sul cemento. Basta con un’economia basata solo sull’edilizia: quando ciò avviene è notoriamente – in realtà – segno non di sviluppo ma di crisi economica e di tendenza al degrado sociale, ambientale e culturale. Napoli e dintorni inseg
nano. Che i costruttori scendano dai loro piedistalli e che i cittadini inizino a pensare ad altre forme di sviluppo economico più sensate e sostenibili, soprattutto per un territorio come Boville che avrebbe enormi potenzialità turistiche ed enogastronomiche. Non esiste solo il costruttore o il muratore, ma anche il contadino, l’allevatore, il ristoratore, l’albergatore, l’artigiano bottegaio, che stanno scomparendo proprio perché abbandonati dalle amministrazioni, che hanno preferito “acchiappare” più soldi possibile con l’edilizia, perché le grosse somme da queste parti girano solo
col cemento. E le nostre generazioni hanno pensato che solo col cemento ci potesse essere sviluppo… e invece ci si lamenta spesso di disoccupazione, povertà e degrado sociale. Mentre in certe zone d’Italia, vedi Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana, ad esempio, nelle aree prettamente rurali c’è un bassissimo tasso di disoccupazione e parimenti un altissimo tenore di v
ita in quasi tutti i centri urbani, grazie proprio alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti, nonché ovviamente ad uno sviluppo industriale fiorente ma ordinato. Peccato che le amministrazioni ciociare, con la bassissima preparazione culturale che si ritrovano e con la camorra che inizia a diffondersi dappertutto, non ci siano ancora arrivate… Basta col regno dell’edilizia, non se ne può veramente più.
Luca Bellincioni
Storico, insegnante, guidarista, escursionista e fotoamatore, Luca Bellincioni è da anni sensibile alle tematiche della tutela del paesaggio e dell’ambiente. Ha pubblicato la guida “Lazio. I luoghi del mistero e dell’insolito” per la casa editrice Eremon, nonché – su riviste, giornali e siti web – numerosi saggi ed articoli di vario argomento, storico, filosofico, antropologico, politico e, soprattutto negli ultimi tempi, a tema ambientalista.






